Raffaello

Italian S.P.A.N.

La turbonave Raffaello fu, insieme alla gemella Michelangelo, l'ultimo transatlantico della Società Italia Navigazione.
Rimase in servizio per soli dieci anni, dal 1965 al 1975, prima di essere posta in disarmo a causa della crescente antieconomicità dei collegamenti passeggeri transatlantici via mare. Venduta al governo iraniano per essere utilizzata come alloggio per gli ufficiali militari che curavano la costruzione del porto militare di Bushehr, affondò nel novembre 1982 dopo essere stata colpita da missili incendiari iracheni.
A metà anni '50, in pieno boom economico, aveva cominciato a prendere forma il progetto di due unità gemelle che fossero in grado di assorbire da sole il traffico tra Napoli e New York, dato che le ammiraglie della flotta in servizio in quel momento, l'Andrea Doria e il Cristoforo Colombo, necessitavano del supporto delle vecchie motonavi Saturnia e Vulcania per soddisfare la richiesta di trasporto verso il Nordamerica.
Lunga 275,8 metri e larga 31, la Raffaello aveva una stazza lorda di 45.933 tonnellate, ventidue in più della gemella, e un dislocamento a pieno carico di 42.000 tonnellate. Poteva mantenere una velocità di servizio di 26,5 nodi, che le consentiva di andare da Gibilterra a New York in soli cinque giorni, trasportando 1.775 passeggeri in cabine di tre classi diverse.
La costruzione fu affidata in contemporanea al cantiere Ansaldo di Genova Sestri e ai CRDA di Trieste su progetto dell'Ansaldo, con un ordine effettuato il 4 febbraio 1960. Gli spazi interni della turbonave erano divisi in tredici ponti, dei quali l'ultimo esteso da prua a poppa era il Ponte passeggiata.

 

Cliente

Cantieri Riuniti dell'Adriatico (CRDA)

Cantiere

Trieste

Consegna

1965

Progetto

Alessandro Psacaropulo